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		<title>Joomla! powered Site</title>
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		<title>Powered by Joomla!</title>
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		<title>Me, Myself and TIM -.-&quot;</title>
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Mentre questa calda estate si avvia alla conclusione vi racconto un simpatico episodio che mi ha visto protagonista con la cara vecchia mamma TIM. Quest&amp;#39;estate, visto che andavo al mare e avevo bisogno di collegarmi ad internet, ho pensato di attivarmi la Maxxi Alice Unlimited, tariffa che a 40 euro ti permette di avere 400 ore di navigazione mensili. Vado al centro Tim di Piazza Garibaldi, dove tutto convinto attivo la promozione. Arrivo a casa e mi collego, funziona. I signori in questione per&amp;ograve; si dimenticano di dirmi al momento dell&amp;#39;attivazione di stare attento a una cosa: la tariffa vale solo da un apn, ibox.tim.it. Peccato che sul mio telefono, beata ignoranza la mia, ci sia pure il profilo tim wap, che usa apn wap.tim.it . Passa qualche giorno e devo andare fino a Caserta per seguire la mia amata squadra del cuore: continuo a collegarmi, ignaro del fatto che da wap.tim.it ogni megabyte scaricato dalla rete &amp;egrave; una stangata di 2 euro sulla mia povera sim. Verso l&amp;#39;1 del pomeriggio comincio a notare instabilit&amp;agrave; di collegamento, sia dal pc (col quale invece usavo l&amp;#39;apn giusto tra l&amp;#39;altro), sia dal cellulare: mi muore la linea dopo appena 5 minuti che &amp;egrave; iniziato l&amp;#39;incontro tra Real Marcianise e Alessandria. Se non &amp;egrave; crollato lo stadio Pinto sotto le mie bestemmie non so se croller&amp;agrave; mai. Chiamo il 119 incazzato come una iena, dove mi sento dire dalla povera malcapitata del call center di turno che non posso fare altro che ricaricare.. Gi&amp;agrave;, ho finito i soldi. Italia Uno. Mi arrangio come posso a fare gli aggiornamenti della partita (qualcuno si merita una statua...), poi esco dallo stadio. Bancomat, ricarica di euro 30. Niente, continuo ad essere sottozero. Ormai lascio perdere, il giorno dopo so gi&amp;agrave; dove andare. Passa un giorno, altra ricarica da 5 euro: il telefono non c&amp;#39;&amp;egrave; cazzo che tenga, &amp;egrave; sempre sotto zero. Chiamo il 119, mi faccio dire di quanto sono sotto: 22 euro, il che significa che visto che ne avevo 10, la tim ha continuato a succhiarmi dei soldi per la bellezza di euro 62 circa. Ora, a me sta bene tutto, ma andare al centro Tim e sentirmi dire che  Eh se hai sbagliato la configurazione e sei andato sotto credito, non ci puoi fare niente: la tim non ti blocca il traffico, perch&amp;egrave; sono stati alcuni clienti a chiedere che si possa continuare a navigare anche se si va sottozero di parecchie decine di euro . Rimango sconvolto. Cio&amp;egrave; ma chi &amp;egrave; il pazzo maniaco che pu&amp;ograve; essere felice di vedere il suo credito che crolla a suon di 2 euro a megabyte senza che se ne accorga? Alla Tim mi dicono pure  consolati, c&amp;#39;&amp;egrave; gente che va anche sotto di 200 euro . Alla faccia della politica di mantenimento della clientela (cliente tim da 10 anni, NdR). Spulcio come al solito su internet per vedere se c&amp;#39;&amp;egrave; un modo per farmi almeno rimborsare quei -22 euro che fanno compagnia alla mia sim. Scopro che c&amp;#39;&amp;egrave; un modo: basta inviare un fax con richiesta firmata, in allegato a motivo, codice fiscale e carta d&amp;#39;identit&amp;agrave; per riazzerare il credito, cosa che si pu&amp;ograve; fare una volta nella vita della sim card. Bingo. Ci provo, faccio tutto, invio al numero specificato, che non mi ricordo quale sia, risultato: errore di linea. Sar&amp;agrave; che il 4 agosto magari, i signori della Tim sono in ferie, fatto sta che ci provo 4 volte poi capisco: &amp;egrave; inutile, ci perdo di pi&amp;ugrave; in tempo che a farmi una ricarica nuova. Risolta la questione parto per il mare, dove la mia linea regge alla perfezione per alcuni giorni. Di botto, verso il 20 agosto, comincio ad avere problemi: sia con il telefono che con una chiavetta, se la rete a cui sono collegato &amp;egrave; GPRS/EDGE, la linea c&amp;#39;&amp;egrave; e navigo (oddio, &amp;egrave; una parola grossa, 10KB/s...), ma appena passo in modalit&amp;agrave; UMTS/HSDPA n&amp;egrave; telefono n&amp;egrave; pc vogliono saperne di navigare. Passa un giorno o due, dico, sar&amp;agrave; la rete. Ma la rete &amp;egrave; sana, perch&amp;egrave; se no mia cugina, sim uguale alla mia posta nella stessa posizione geografica della mia, non potrebbe navigare. Comincia la telenovela con il 119, durer&amp;agrave; 9 puntate e 5 giorni. Ottengo risposte pi&amp;ugrave; che variegate:  Non ha il pc configurato bene ,  Dobbiamo fare dei test di connessione ,  Le resettiamo la linea . Dentro di me si anima un sospetto: magari si &amp;egrave; fottuta la sim, visto che al momento di connettermi da PC, su rete UMTS rimane fissa la scritta  Proiezione del computer sulla rete in corso  seguita da errore 619. Magari la rete non mi riconosce la scheda e non mi autentica per navigare. Vado pure alla Tim del posto dove sono in vacanza, dove mi dicono di rompere le balle al 119 in modo minaccioso : altre due o tre telefonate con reset di linea e qualche volta comandi strani che possono sempre venire utili, finch&amp;egrave; non mi rompo le palle di aspettare e vado per la mia strada: cambio la SIM. Neanche il tempo di uscire dal centro Tim con la scheda nuova, presa al costo di 10 euro, che il telefono si collega e il pc pure. E il tutto si conclude con 100 euro praticamente buttati nel cesso e con un bel vaffan...... 

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		<title>Terremoti e alluvioni, sempre e solo polemiche politiche.. Mentre i cittadini crepano..</title>
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Parto da un principio semplicissimo: sono veramente incazzato. Si, incazzato perch&amp;egrave; ogni volta che succede qualche casino grande, realizzo che il nostro Paese &amp;egrave; un Paese da terzo mondo, altro che da G8. S&amp;igrave;, perch&amp;egrave; in un Paese dove prima di tutto viene l&amp;#39;interesse verso il bene comune dei cittadini e del popolo che lo abita, una Costituzione (che a detta di tanti &amp;egrave; la migliore al mondo) viene fatta RISPETTARE quando le normative in essa presenti parlano di rischi di tipo idrogeologico o sismico. Cosa che invece dalle nostre parti non avviene. Ma intanto, figurati se si verifica qualche casino. Ma figurati se al Nord escono il Po, o il Tanaro (foto di venerd&amp;igrave; scorso, fiume in piema dopo neanche 2 giorni di pioggia....), o la Dora Riparia. Coglione io che tutte le volte che piove mi faccio un giro sui ponti a guardare che il simpatico rigagnolo straripato 15 anni fa non giochi di nuovo qualche brutto scherzo. Figurati se nelle zone d&amp;#39;Italia contrassegnate come ad alto rischio sismico si verificher&amp;agrave; qualche terremoto. Ma chissene frega, al diavolo tutte queste cose: costruiamo al risparmio, non modernizziamo le strutture dove abitano le persone comuni, tanto se succede qualche macello in mezzo ad una citt&amp;agrave; di 60000 abitanti ci crepano loro, &amp;egrave; mica Roma dove una volta che si alza il Tevere al TG ci dedicano 4 servizi per una settimana (venitevi a fare un giro nel Nord Italia a novembre o aprile, cos&amp;igrave; capite cosa vuol dire...). In sintesi: sono incazzato perch&amp;egrave; tanta gente &amp;egrave; ignorante e sottovaluta la natura e ci&amp;ograve; che pu&amp;ograve; fare, cosiccome tanti politici, che oltre ad essere ignoranti e a non prendere in esame i rischi che la natura comporta sono totalmente incompetenti. Perch&amp;egrave; mi sta bene che un terremoto provochi danni, che ci scappi qualche morto. Ma cos&amp;igrave; no. Non ha senso. Rivedendo le immagini in televisione e su internet, mi chiedo come sia possibile lasciare un Paese pieno di vulcani come il nostro situato sul bordo di una faglia, totalmente privo delle precauzioni necessarie a prevenire disastri come quello dell&amp;#39;Aquila   di 2 giorni fa.  In Giappone quando si verificano questi disastri rimane quasi tutto in piedi. Perch&amp;egrave; qua non &amp;egrave; cos&amp;igrave;? Guardate la carta sismica (foto prelevata dal sito www.stazionemeteoolmeno.com) 
e ditemi com&amp;#39;&amp;egrave; possibile che in una zona tra quelle a pi&amp;ugrave; alto rischio sismico d&amp;#39;Italia non rimanga in piedi praticamente una casa, ci siano pi&amp;ugrave; di 200 morti e quanti? 70? 80? 90 mila sfollati (&amp;egrave; come se tutta Alessandria fosse senza casa..). Mi sono rivisto in quella povera gente, lasciata senza una vita e senza i propri cari come accadde a noi nel 1994.. Allora si poteva fare qualcosa per prevenire, ma nessuno mosse un dito per provare a dire, ad aiutare, a far capire. prima che il disastro si verificasse. Tanti non vogliono capire che la natura fa quello che ne ha voglia e non si ferma alle leggi dettate dall&amp;#39;uomo: &amp;egrave; l&amp;#39;uomo che deve ubbidire alla natura, e noi bipedi tardiamo a capirlo.. Tanta gente non sa neanche cosa siano le prove di evacuazione (quando dalle nostre parti ci fu l&amp;#39;ultimo terremoto, se non erro era il 2004, ero a scuola.. Appena si mise a muovere l&amp;#39;edificio, come dicono le normative di sicurezza in caso di eventi di questo tipo, mi fiondai sotto un banco.. Risultato? Dei miei compagni non ce ne fu uno che non si mise a ridere.. Questa &amp;egrave; la cultura nella gente di oggi in una citt&amp;agrave; dove queste cose vennero ripetute in maniera assidua dopo l&amp;#39;alluvione di qualche anno prima..). Disastri come a Casale e in Valle D&amp;#39;Aosta nel 2000, come il terremoto nell&amp;#39;Umbria, come l&amp;#39;alluvione di Sarno, come l&amp;#39;eruzione dell&amp;#39;Etna sul quale ci hanno costruito gli impianti sciistici e gli chalet, come quello che si potrebbe verificare a Napoli se si risvegliasse il Vesuvio, sono imprevedibli.. E proprio per questo bisognerebbe prevenirsi per evitare poi che la frittata sia fatta quando &amp;egrave; gi&amp;agrave; troppo tardi.. L&amp;#39;altro ieri mi sono rivisto negli abruzzesi, tanta gente che non sa pi&amp;ugrave; cosa fare, dove andare, chi cercare. Tanti hanno fatto polemica per la prevedibilit&amp;agrave; o meno dell&amp;#39;evento. Risposta: ma chissene fotte! Se da un giorno all&amp;#39;altro avessero previsto una cosa del genere le case non sarebbero rimaste comunque in piedi.. Si sarebbe salvata qualche vita in pi&amp;ugrave; forse (o forse no, tante persone in questi casi non essendo pronte si fanno prendere dal panico), ma dove si sarebbe rifugiata tutta questa gente? Il punto &amp;egrave; che se le case non erano a norma andavano ristrutturate, e quelle nuove andavano costruite con i criteri adeguati, con l&amp;#39;aiuto dei soldi dello Stato magari..! Invece i cari politici (locali e nazionali) pensano prima a stipendi, poltrone e litigi mediatici piuttosto che alla sicurezza e al benestare dei cittadini che li pagano e li eleggono! E qui al Nord, la situazione &amp;egrave; uguale.. I fiumi ogni tot anni straripano.. Tutti a piangere, solidariet&amp;agrave; della tv e di tutti i grandi che ci governano, tanti esperti che dicono che il clima sta cambiando, blablabla. Ma cosa si fa per prevenire, per mettere in sicurezza? Poco o niente! Fatevi un giro lungo il Tanaro, se quello &amp;egrave; un fiume pulito dai detriti e dove si &amp;egrave; fatto il possibile per prevenire le esondazioni io sono Padre Pio! Che ci risistemino la nostra amata Italia, altro che ponti sullo Stretto nella zona pi&amp;ugrave; ad alto rischio sismico d&amp;#39;Italia e altre puttanate varie! Sono stufo di vedere le stesse facce di non dico cosa che parlano e perdono settimane e mesi sul caso Eluana o sulla Franzoni, vado a votare per dei politici  che dovrebbero fare i miei interessi e non i propri.. SVEGLIATI ITALIA!

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		<title>Per tutti quelli che gridano Facebook merda...</title>
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Dedicato a tutte le persone che continuano a girarci alla larga per principio.. Il video &amp;egrave; realizzato da ictv, tv web dedicata alla tecnologia.. http://www.ictv.it/

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		<title>Pił che Facebook.. Fei schif!</title>
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Sono settimane che ormai amici e conoscenti mi chiedono di registrarmi
su Facebook, e se non ci pensano le persone a dirmelo direttamente a
voce, ci pensano le email di spam che mi arrivano di tanto in tanto da
questa community. Community dalla quale giro alla larga, anche se
Facebook rispetto ad altre come Badoo comincia a preoccuparmi un po&amp;#39;.,
per il grande quantitativo di ragazzi e ragazze che conosco che ci &amp;egrave;
registrato sopra. Se ti registri li sopra sei in, sei alla moda, sei di
tendenza, altrimenti sei il solito sfigato asociale e via dicendo.
Almeno questo &amp;egrave; ci&amp;ograve; che vedo guardando gli altri. E pi&amp;ugrave; guardo pi&amp;ugrave; mi
chiedo se sono io il cretino diverso dalla massa o se sono gli altri ad
essere una banda di milioni di fessi che vanno a sputtanare in giro i
cazzi propri volontariamente a titolo gratuito. Alla faccia della
privacy, alla faccia di chi dice che la prima regola sulla rete &amp;egrave;
quella di non rivelare mai la propria identit&amp;agrave; e di cercare di
mantenere il pi&amp;ugrave; possibile l&amp;#39;anonimato. Ci fosse il campo per il numero
di tessera postepay, qualche furbacchione che lo riempirebbe ci
sarebbe. Quello che mi spaventa &amp;egrave; proprio la spontaneit&amp;agrave; con cui
chiunque si registri voglia condividere le proprie emozioni e interessi
con il mondo: come se non fosse questo uno strumento per  permettere a
chiunque (questure, aziende di ogni tipo e natura, ecc..) di
controllare ci&amp;ograve; che ogni comune civile fa e dice, come e dove, quando e
perch&amp;egrave;; un modo per studiare gli interessi e fare delle ricerche di
mercato, ma quello &amp;egrave; il male minore. Chiunque si pu&amp;ograve; fare i cazzi degli
altri, risalire allo stile di vita di ognuno di noi, ai nostri dati
personali (e chi garantisce il rispetto della privacy nelle
registrazioni?). E soprattutto &amp;egrave; un modo in cui indirizzare le mode e
le tendenze di oggi, dalla politica all&amp;#39;economia: questa community 
nata dal nulla qualche tempo fa, ora compare continuamente in
televisione: come dire, registratevi cos&amp;igrave; ci aiutate a farvi
controllare meglio, visto che di vostra iniziativa (ed &amp;egrave; questo il
meccanismo furbo su cui si basa) ce ne date il permesso. E a
prescindere dai dati inseriti spontaneamente da ogni utente su siti
come questo, ci sono quelli che poi vengono rilevati dai vari
analizzatori di visite installati sui server, ovviamente invisibili a chi si registra, che registrano IP, sistema operativo, browser e via dicendo. Per la serie,
tra un po&amp;#39; ci diranno anche da quante ore abbiamo addosso la nostra
maglietta.. Ma se la moda dice cos&amp;igrave;, tutti ad omologarsi a fare cose da
pirla, pur di seguirla.. Poveracci noi, dove stiamo andando a finire..

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		<dc:date>2008-10-20T22:07:32+01:00</dc:date>
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		<title>E ritorno da te...</title>
		<link>http://dolbydigital86.altervista.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=73&amp;Itemid=9</link>
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Si.. il titolo &amp;egrave; azzeccato. Ritorno sul blog, dove mancava qualche intervento da un bel po&amp;#39; di tempo. Ritorno a scrivere qua sopra.. Un&amp;#39;idea improvvisa, cos&amp;igrave;, tanto per. Non so, forse perch&amp;egrave; &amp;egrave; un posto dove posso scrivere in libert&amp;agrave; senza problemi, forse perch&amp;egrave; uno scatto interno ti porta a pensare e a vivere nell&amp;#39;arco di pochissimi minuti sensazioni radicalmente opposte che ti mandano dalla desolazione interna alla felicit&amp;agrave; assoluta. E in mezzo a tutto questo ci si infila sempre qualcosa, qualcosa che ti rianima la testa, che ti sprona, che ti prende per la collottola e ti alza da terra al punto da farti camminare da solo e a dire.. ma si, perch&amp;egrave; rallentare, nella vita mai si deve mollare. E quella cosa che mi carica all&amp;#39;inverosimile si chiama musica, musica di qualsiasi genere una persona voglia, ma musica che spacca e che ti spacca. Musica che ti sa trascinare, che ti fa vivere emozioni e film nei quali l&amp;#39;attore protagonista, buono o cattivo che sia, sei sempre e solamente tu, contorniato da obiettivi e pericoli. E mentre sogni, mentre reciti nella tua commedia scopri che prima o poi vivere come vorresti avvenisse nel tuo lungometraggio non &amp;egrave; poi cos&amp;igrave; difficile. Tanti sogni che prendono forma, tanti incubi che ti si piazzano davanti al naso, insomma, la tua esistenza, da ventenne adolescente, che vivi con la genuinit&amp;agrave; e la spontaneit&amp;agrave; che da sempre contraddistinguono ognuno di noi. Contorniate dalle persone care, quelle capaci di arriva laddove la mediocrit&amp;agrave; generale sa fermarsi alla frase di circostanza, capaci di capirti fino in fondo anche all&amp;#39;ora tarda della sera e di non incazzarsi se dici cose brutte, quelle che ci rimangono male se ti fanno rimanere male, quelle che sanno sempre trovarti una parola di conforto anche quando da confortare non c&amp;#39;&amp;egrave; manco un granello di polvere. E a loro va la mia dedica, a queste persone che della mia vita ne sono anima e corpo, essenza e sostanza, goduria e soddisfazione: insomma, quelle che non rendono un continente come l&amp;#39;esistenza di un individuo umano simile ad un deserto avaro di emozioni ma popolato da animali, vegetazione e splendidi paesaggi. Conditi dai vari pericoli che ogni cosa bella porta con s&amp;egrave;. 

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